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- Guizzi Francesco -


Nato a Salerno il 28 ottobre 1933, e ha vissuto a Napoli dal novembre del 1934 sino al 1986, anno in cui ha stabilito la propria residenza a Roma in seguito alla chiamata, per trasferimento, quale ordinario di Storia del diritto romano nella Facoltà di giurisprudenza della “Sapienza”.

Laureato in giurisprudenza nell’Università di Napoli con 110 e lode, nel luglio 1956, con una dissertazione in diritto romano, relatore il Professor Antonio Guarino, è stato assistente presso la cattedra di Istituzioni di diritto romano dapprima volontario, poi straordinario e quindi ordinario. Libero docente in Storia del diritto romano, ha insegnato per incarico, dal 1964 sino al 1972, Diritto pubblico romano nell’Università di Napoli; quindi titolare dell’insegnamento di Storia del diritto romano, dal 1970 al 1975, nell’Università di Ferrara, è stato professore di ruolo nell’Università di Bari sio al 31 ottobre 1977, ove ha ricoperto la cattedra di Esegesi delle fonti del diritto romano, e dal 1° novembre del ‘77 è rientrato a Napoli come ordinario di Istituzioni di diritto romano per passare infine a Roma, come si è già anticipato, nel 1986. Ha insegnato, per incarico, Storia romana nel Suor Orsola Benincasa dal 1987 al 1992.

Avvocato e pubblicista, ha esercitato per poco tempo la professione, negli anni Settanta, soprattutto nell’attività di comparsista per la Corte di Cassazione e il Consiglio di stato nell’ambito di un importante studio napoletano, mentre intensa è stata la sua collaborazione pubblicistica, fra il ‘77 e il ‘91, come editorialista di prima pagina del “Mattino”, ove scriveva di problemi istituzionali e, durante gli “anni di piombo”, di terrorismo.

Autore di saggi, voci nel “Novissimo digesto Italiano” e nella “Enciclopedia del diritto” e di letture critiche delle principali riviste di diritto romano e antichistica, segnala i seguenti volumi monografici: Aspetti giuridici del sacerdozio, Napoli 1962 (ivi, 1968, edizione definitiva rivista e ampliata); Il principato tra “res publica”  e potere assoluto, Napoli 1971, e, con l’aggiunta di un quarto capitolo, ivi, 1974; Per la storia della “praefectura urbi”, Camerino, 1981, su cui si accinge a tornare allargando il discorso, e Augusto. La politica della memoria, Roma, 1999, ove pubblica in appendice, in edizione critica, traduzione e commento, l’Index rerum a se gestarum (meglio noto come Res gestae Divi Augusti), volume per il quale ha effettuato ricerche ad Ankara e Berlino. Ritiene di ricordare altresì la lunga voce Praefectus (praefecti) apparsa nel volume XIV del “Novissimo”, perchè h aperto la strada alle ricerche (d’una vita) sull’età augustea; da ultimo ha pubblicato, nel 2003, un saggio dal titolo La religione nella società romana, in “Diritto romano attuale”: Fra il 2001 e il 2003 ha pubblicato articoli su problemi della Costituzione italiana nella rivista 1989, edita dalla Facoltà di Scienze politiche della “Federico II”.

Prima della scelta definitiva dell’Università e del diritto romano, ha pubblicato alcuni saggi letterari fra cui segnala Vittorini da Guernica a Budapest, nel “Mulino”, 1959, e Calvino fra realtà e favola, in “Mondo operaio, 1961, e nel ‘90 ha raccolto in una “placquette” un trittico di scritti dal titolo Una stella fissa.

Lungo l’arco di un quarantennio si è svolto il suo impegno politico, quale militante nel Partito socialista italiano nel quale ha ricoperto una serie di cariche provinciali, regionali e nazionali (è stato componente della direzione nazionale dal 1987 al 1991).

Incarichi politici e istituzionali lo hanno tenuto fuori dall’Università, in aspettativa o in momentaneo fuori ruolo: giudice costituzionale aggregato dal 1977 al 1979 quale componente “laico” del processo penale costituzionale a carico di due ministri della Repubblica; dal 1981 al 1986 quale componente del CSM; dal 1987 al 1991 è stato senatore facendo parte, altresì, quale vicepresidente della delegazione italiana sia del Consiglio di Europa sia dell’UEO. Nel 1991 è stato eletto giudice costituzionale decadendo, all’atto del giuramento, dalla carica di senatore, e contestualmente ha rassegnato le dimissioni dal Partito socialista. E’ uscito dalla Corte costituzionale come vicepresidente.