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4. - Benedetto Croce e l'Accademia Pontaniana (1892-1952)


La nomina a socio ordinario del filosofo Benedetto Croce avvenne il 17 Gennaio 1892. Questi collaborò alla stesura degli Atti di quel periodo.
L'Accademia per gli incessanti contributi del Croce lo elesse dapprima Vicepresidente, nel 1912, e di poi due volte Presidente, nel 1917 e nel 1923 e infine eletto Presidente Onorario.
Con l'avvento del Fascismo la Pontaniana rischiò di essere soppressa. Grazie all'interessamento del Croce, l'abolizione venne mascherata. L'Accademia di Scienze Morali e Politiche della Società Reale accorpava l'Accademia Pontaniana e si dava la denominazione di Accademia Pontaniana di Scienze Morali e Politiche, ove, accanto al carattere storico-filosofico, continuò a sviluppare parallelamente attività scientifiche secondo il suo compito istituzionale.
Su suggerimento del Croce la Biblioteca Pontaniana fu consegnata alla direzione della Biblioteca Nazionale ma, nove anni dopo, nel 1943, con l'occupazione tedesca, subì la stessa sorte che colpì gran parte del materiale dell'Archivio di Stato e della Biblioteca della Società Reale: l'incendio.
Il 19 Febbraio 1944 con un Decreto del Comando Alleato, sollecitato dal Croce, venne ripristinata l'Accademia. L'esecuzione di quel decreto fu affidata a soci di grande garanzia come: Maria Bakunin, Fausto Nicolini, Riccardo Filangieri, Vincenzo Arangio Ruiz, Gaetano Quagliariello, Adolfo Omodeo, Antonio Carrelli e Renato Caccioppoli.
L'Accademia soffrì, in quei tempi, per una sede precaria in una Napoli colpita da una lunga serie di incursioni aeree. Ciò nonostante, risorse per l'impegno dei suoi Presidenti Bakunin e Nicolini e nei cinque anni che seguirono fu iniziata una nuova serie di Atti, a cui lo stesso Benedetto Croce collaborò fino alla sua morte.